La porta. Una persona su dieci non la immagina come vano di passaggio. Archi.Voglio è qui per ripensarla come oggetto di arredamento e non solo

Immaginate una porta. Chi di voi la vede solo come vano di passaggio?

Penso in molti.

Alleniamoci a rompere gli schemi, i luoghi comuni. In una realtà dove il consumismo e l’usa e getta la fanno da padrone, dovremmo imparare a convertire tutto cio’ che diventa a causa dell’usura vecchio ed obsoleto, ovvero recuperare.

Reuse Door to Door

Door to Door, Sandro Sardoz , 2014

 “Dovremmo costruire un’architettura libera di prendere una cosa per un’altra. L’architettura sale come il sangue in un volto schiaffeggiato, non è generica; la sua passione viene fatta rimbalzare attraverso il generico, causando una reazione a catena positiva che abbraccia l’emozione. L’architettura sfida il generico: in una realizzazione intensa, le forme diventano specifiche.”

Cosi’ Steven Holl ci vuole far capire che bisogna lavorare con il dubbio, ovvero con pensiero critico, per ottenere idee anticonvenzionali.

Osservate come Piet Hein Eek, noto designer olandese, ricontestualizza ben 230 porte che appartenevano ad altrettante case demolite per far posto al De Borneohof, noto residence di Amsterdam. Oltre all’aspetto scenografico dell’opera d’arte c’è un profondo significato poetico nel voler rendere “monumento” le radici storiche del posto.

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Lobby di ingresso del residence De Borneohof, Piet Hein Eek per l’arch. Peter Geusebroek, Amsterdam 2011

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Lobby di ingresso del residence De Borneohof, Piet Hein Eek per l’arch. Peter Geusebroek, Amsterdam 2011

Se per alcuni gli esempi precedenti risultano esagerati perché forse danno un’accezione troppo elevata all’oggetto “porta” (premetto non la penso così), di seguito vi illustrerò qualche esempio più comprensibile e facile da realizzare con delle semplici operazioni fai da te, ma senza perdere il gusto drammatico insito nel risultato.

Innanzitutto, dobbiamo avere a disposizione una o più porte vecchie, se non le abbiamo disponibili possiamo reperirle in qualche negozio dell’usato o mercatino dell’antiquariato, oggi  molto diffusi. 

Una volta rintracciato l’articolo che ci trasmette più emozioni, posizioniamo la porta, in questo caso singola, in orizzontale (circa 2,10 m, misura perfetta per la larghezza di un materasso standard) ci muniamo di chiodi e martello per creare intorno ad essa due montanti ed una cornice per cappello.

Testiera reuse 1

Fase 1: costruire montanti e cappello

Avete capito di cosa si tratta? 

Di un letto o precisamente della testiera. 

Infine, dopo aver costruito il telaio si dipinge con il colore che si è deciso e si correda con della biancheria che più vi si addice.

Notate bene che essendo accostata a parete la testiera può tranquillamente essere colorata da un lato, quello fronte vista.

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Fase 2: dipingere e fissare alla parete

Questo effetto a mio parere un pò troppo austero fatta eccezione della vena creativa impiegata nella scelta della tappezzeria, può cambiare radicalmente sia con la scelta e l’orientamento di un supporto diverso (stile della porta) o con l’applicazione di una finitura più singolare.

Guardate, già selezionando una porta a doppio battente con modanature stilisticamente più predominanti, lasciata nella sua imponente verticalità quasi gotica e compresa di vecchia serratura, si ottiene un sapore teatrale. 

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Testiera gotica

Oppure, lasciando l’anta completamente usurata, vissuta, senza sottoporla ad un trattamento di restauro, possiamo rendere l’ambiente più country. Fa molto Old America. 

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Testiera vintage/country

Se invece avete un gusto più soft, vi consiglio di laccare completamente il legno con colori pastello o neutri (bianco, grigio, sabbia). 

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Testiera soft

 Se volete accontentare anche i piccoli di casa, la soluzione è una porta singola, montata in verticale e volendo accessoriata di illuminazione. In questo caso sarebbe perfetto personalizzarla con il colore preferito del bimbo/ba. Io la vedrei anche come opzione più economica ed easy per una seconda casa.

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Testiera singola

Ma non limitiamoci ad immaginare solo una testiera…pensate semplicemente a sostituire la bugna centrale con dello specchio molato su misura, realizzereste uno specchio/porta oppure una porta/specchio!?

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Specchio/porta…o porta/specchio?

Se siete amanti di un ambiente eclettico azzardate ad inserire come filtro tra due vani, magari tra il salotto ed il soggiorno/cucina, un elemento di rottura sia per il design che per il sistema di montaggio (scorrevole su binario metallico) completamente differente dalle altre porte e non invasivo per la muratura esistente.

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Porta scorrevole

Altra versione semplice è posizionare la porta su due cavalletti da pittore e finirla con un film di cristallo, in modo tale da livellare ogni irregolarità data dalle specchiature del legno, ed ottenere un piano d’appoggio, precisamente una scrivania.

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Scrivania/porta

Per concludere vi faccio una proposta.

Apro un concorso amatoriale a chiunque volesse proporre un’idea brillante sulla “rivisitazione della porta”, da inviare ad info@officinedicasa.it .

Buon  lavoro!

Opss! Dimenticavo! ” La capacità negativa è la capacità di assumere tutto ciò che è problematico e, pur in presenza di incertezze, di riuscire a creare. Abbiamo bisogno di architetti sinceri dotati di capacità negativa e dell’immaginazione necessaria a forgiare un catalizzatore di cambiamento”.

“Parallax, architettura e percezione”, Steven Holl, 2004

 

 

 

 

 

 

2018-03-09T13:17:18+00:00 2 settembre 2017|Arredamento, Reuse|